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CARDIOLOGIA RIABILITATIVA: ORAS RIFERIMENTO NAZIONALE

CARDIOLOGIA RIABILITATIVA: ORAS RIFERIMENTO NAZIONALE

Quando nel 2004 il dr. Giuseppe Favretto avviò la cardiologia riabilitativa in ORAS Spa a Motta di Livenza sapeva di avere due sfide davanti: dimostrare la validità del progetto sperimentale che salvava Motta dalla chiusura e dare spessore innovativo all’approccio riabilitativo in cardiologia. Favretto vinse entrambe le sfide: oggi ORAS è un riferimento nazionale in questo ambito, e quel testimone è saldamente nelle mani del dr. Francesco Antonini Canterin e della sua equipe.

La cardiologia riabilitativa è la specialità della cardiologia clinica dedicata alla cura del paziente cardiopatico che ha subito un recente evento acuto, dallo scompenso all’infarto, e nella sua fase cronica. È una specialità che vuole quindi migliorare la qualità di vita del paziente e la sua prognosi: obiettivi raggiungibili attraverso un intervento multidisciplinare che provvede a molte importanti attività.

Assicura la stratificazione prognostica, ossia stabilisce a che punto si è nel decorso della malattia e dove si dovrà arrivare con l’attività riabilitativa, e procede alla stabilizzazione clinica del paziente. C’è poi l’ottimizzazione della terapia, farmacologica e no, la gestione delle comorbilità, vale a dire delle altre patologie di cui il malato soffre, evenienza sempre più frequente soprattutto in età avanzata. La cardiologia riabilitativa si occupa poi di trattare la disabilità presente, causa dall’evento acuto, e di proseguire e rinforzare gli interventi di prevenzione secondaria.

Per esempio, offre al paziente in riabilitazione un’educazione sanitaria individuale e di gruppo sull’attività fisica, e prescrive un programma di training fisico personalizzato,  intervenendo su dieta, nutrizione e gestione del peso corporeo. Moto e modalità di alimentazione sono infatti centrali nel recupero di ogni paziente.

Ci sono poi la gestione della dislipidemia, ossia il controllo di quei lepidi nel sangue come trigliceridi e colesterolo (ma non solo) che sono i veri nemici del cuore, e anche, importantissima anch’essa, la gestione della pressione arteriosa.

Non solo, nei protocolli di cardiologia riabilitativa c’è anche il richiamo all’interruzione dell’abitudine al fumo, altro fattore essenziale, e l’intervento psicologico e sociale, attraverso professionisti dedicati, e per il mantenimento dell’aderenza alla terapia.

I programmi di cardiologia riabilitativa sono infatti coordinati da un cardiologo e sono svolti da un team multidisciplinare di cui, oltre allo specialista del cuore, fanno parte personale infermieristico, fisioterapista, dietista, psicologo, mentre la gestione delle multimorbilità prevede la disponibilità anche di un intervento interdisciplinare con varie consulenze mediche, farmacologiche, psicologiche e sociali.

Le patologie che più sono indicate per la cardiologia riabilitativa sono la cardiopatia ischemica con particolare riguardo alla sindrome coronarica acuta, un intervento di cardiochirurgia e/o di procedura interventistica cardiologica recente, sia coronarica che valvolare, lo scompenso cardiaco, il trapianto cardiaco, il diabete mellito e la sindrome metabolica, l’arteriopatia obliterante cronica degli arti periferici.

Ovviamente traggono beneficio dalla cardiologia riabilitativa anche i pazienti che siano portatori di dispositivi di assistenza meccanica al circolo, o di dispositivi elettrici cardiaci (come quelli per elettrostimolazione permanente, defibrillatore impiantabile, resincronizzazione cardiaca).

 

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