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ARTRITE: scenari diagnostici e riabilitativi

ARTRITE: scenari diagnostici e riabilitativi

Artrite e artrosi rientrano nella più ampia categoria delle patologie reumatiche: entrambe interessano le articolazioni ed entrambe sono caratterizzate da dolore accompagnato da rigidità e limitazione nei movimenti delle articolazioni colpite.

Sono proprio queste somiglianze a generare talvolta la confusione tra artrosi e artrite, a volte scambiate l’una per l’altra.

Le malattie reumatiche sono oltre 150 e se un tempo venivano considerate patologie dell’età avanzata, oggi la diagnosi riguarda sempre più spesso pazienti giovani (in particolare donne in età fertile) anche grazie alla diagnosi più precoce delle malattie di natura autoimmune come l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico.

Eppure, sono due malattie ben distinte che si differenziano in diversi punti. Primi tra tutti, la natura della patologia e l’età dei soggetti colpiti:

– l’artrite è una patologia infiammatoria cronica di origine autoimmune che può svilupparsi in soggetti di ogni età, anche nei bambini,

– mentre l’artrosi è una malattia degenerativa che insorge soprattutto dopo i 50 anni.

In questo articolo, prenderemo in esame la prima delle due patologie: l’ARTRITE

Artrite

 

Come si manifesta l’artrite?

L’artrite si manifesta con l’infiammazione articolare caratterizzata da gonfiore, tumefazione, arrossamento, rigidità, aumento della temperatura nell’area colpita e dolori che comportano anche la perdita della capacità motoria delle articolazioni interessate.

Il dolore legato all’artrite poi, a differenza di quello artrosico, peggiora a riposo e dunque questo rappresenta un campanello d’allarme.

Un altro segnale da non sottovalutare è una rigidità mattutina prolungata. Svegliarsi un po’ più rigidi e meno elastici è del tutto normale, ma se la rigidità si prolunga oltre i 30-60 minuti è meglio consultare un reumatologo.

L’artrite può interessare persone di ogni età e se non opportunamente gestita può peggiorare, compromettendo anche la capacità di eseguire semplici movimenti quotidiani

Le forme più severe possono deformare le articolazioni, compromettendo la capacità di svolgere anche i più semplici compiti quotidiani. Possono esserne colpite persone di ogni età e con il passare degli anni l’infiammazione tende a peggiorare se non riconosciuta e curata adeguatamente.

Quanti tipi di artrite esistono, e quali sono i fattori di rischio?

Esistono diversi tipi di artrite, tra cui l’artrite reumatoide (anche nella forma giovanile), la gotta, e l’artrite nell’ambito di malattie del connettivo quali il lupus eritematoso sistemico.

Cause e fattori di rischio sono molteplici, anche se ad oggi non sono ancora del tutto chiariti. Sembra che giochino un ruolo diversi fattori: genetici, ambientali, legati allo stile di vita. Alcune forme sono poi caratteristiche del sesso femminile, pertanto anche il genere (per via della produzione ormonale) sembra essere coinvolto.

Per quanto riguarda l’artrite reumatoide, per esempio, nel circa l’80% dei pazienti che ne soffre è presente il fattore reumatoide, un autoanticorpo prodotto dal sistema immunitario che riconosce erroneamente come estranei i tessuti dell’organismo e pertanto li attacca. La sua presenza è dunque un indicatore di infiammazione e di autoimmunità. Anche gli anticorpi contro le proteine citrullinate (ACPA/anti-CCP) agiscono secondo lo stesso meccanismo”.

La diagnosi dell’artrite.

Lo specialista nel corso della visita reumatologica traccerà un quadro del paziente ed effettuerà una valutazione dei segni dell’infiammazione (dolore, gonfiore, rigidità), al fine di comprendere se il paziente soffra di artrite e di quale tipologia di artrite.

A seconda del paziente poi, suggerirà l’esecuzione di esami clinici e strumentali che si basano su Radiografia per valutare la presenza di erosioni, ecografia e Risonanza Magnetica per valutare l’infiammazione e quindi la sinovite.

Il trattamento dell’artrite.

L’obiettivo è quello di ridurre la sintomatologia e garantire al paziente la miglior qualità di vita possibile. Oggi abbiamo molti strumenti per garantire una qualità della vita eccellente a chi soffre di artrite reumatoide, a partire da un uso oculato e breve dei cortisonici fino al methotrexate e ai farmaci biologici o le piccole molecole. Questi ultimi sono disegnati per colpire in modo preciso bersagli immunologici e hanno rivoluzionato la terapia dell’artrite reumatoide e di quella psoriasica.

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