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“RISULTATI CLAMOROSI” NELLA RIABILITAZIONE RESPIRATORIA POST-COVID

“RISULTATI CLAMOROSI” NELLA RIABILITAZIONE RESPIRATORIA POST-COVID

L’EMERGENZA CORONAVIRUS

«Negli ultimi mesi siamo stati chiamati a riabilitare i pazienti con lesioni gravi da coronavirus. Ebbene: dopo un ciclo riabilitativo completo qui in struttura a Motta di Livenza, gli stessi soggetti hanno fatto registrare risultati clamorosi (e misurabili) in termini di tolleranza allo sforzo, capacità motoria, autonomia nella respirazione».

Così racconta lo pneumologo del Reparto di riabilitazione respiratoria dell’ORAS di Motta dott. Giorgio Santelli, da maggio ormai impegnato a riabilitare pazienti guariti dal covid-19, ma con risultati respiratori importantissimi.

«Spesso mi sono trovato a lavorare con soggetti allettati da più di due mesi, il più delle volte tracheostomizzati. Pur avendo sconfitto il coronavirus, questi pazienti continuavano ad accusare deficit respiratori importanti, e presentavano un quadro anatomico allarmante: alcuni di loro avevano perso anche venti chili di massa magra muscolare, rimanendo senza forze, immobilizzati, isolati, sfiduciati. Per loro i nostri percorsi sono stati vitale. D’altronde, la riabilitazione viene giudicata da tutte le linee guida internazionali come la terapia fondamentale per migliorare la qualità della vita di pazienti affetti da patologie respiratorie, non c’è terapia farmacologica che regga il confronto. Ma perché ciò avvenga, occorrono strutture dedicate e adeguate».

RITORNO ALLA “NORMALITÀ”

Arginata la tempesta coronavirus, il Reparto di riabilitazione respiratoria dell’ORAS, attivo da più di 8 anni ai Motta di Livenza, è potuto tornare finalmente a occuparsi dei soggetti affetti da patologie respiratorie croniche (bronchite cronica, enfisema, asma bronchiale, fibrosi polmonari, malattie neuromuscolari).

E può rimettere da subito a disposizione dei pazienti le strumentazioni tecnologiche acquistate lo scorso autunno e il team multidisciplinare dedicato specificatamente alle diverse patologie: oltre allo pneumologo che prende in carico il paziente, infatti, ogni soggetto viene seguito anche da fisiatri, fisioterapisti, cardiologi, nutrizionisti e psicologi, affinché gli venga fornita una diagnostica ed un percorso riabilitativo completo ed efficace.

Nell’Unità Operativa di riabilitazione respiratoria dell’ORAS si contano dai 6 agli 8 posti letto per i ricoveri ordinari oltre a quelli previsti per il Day Hospital, dei percorsi personalizzati di 3 o 4 ore, seguiti da un’equipe completa dedicata, e con la comodità di un bus-navetta gratuito che raccoglie i pazienti nella loro residenza, li trasporta a Motta di Livenza, per portarli infine a casa al termine del ricovero diurno.

“RIABILITARE SIGNIFICA REINSERIRE”

I pazienti affetti da patologie respiratorie croniche avevano assoluta urgenza di ripartire con i nostri percorsi riabilitativi: sono soggetti per i quali qualsiasi attività quotidiana è divenuta estremamente faticosa. Per ridurre la fatica, evitano ogni sforzo o movimento, compromettendo il proprio quadro clinico, automarginandosi dalla società. Lo scopo della riabilitazione respiratoria, invece, è proprio quello di riportare i pazienti alla migliore condizione di vita possibile: riducendo i sintomi, ovvero l’affanno e la fatica, il paziente esce di nuovo da casa, inizia a risocializzare, anche con minime attività, traendone benefici enormi.

LA RIABILITAZIONE PRE-OPERATORIA

L’ORAS di Motta di Livenza offre l’unica vera struttura organizzata per la riabilitazione respiratoria nel Veneto Orientale. Un percorso iniziato 13 anni fa con l’attività ambulatoriale, e che si è man mano trasformata in reparto completo e integrato alla struttura, grazie ai notevoli investimenti in risorse umane e tecniche da parte dell’Amministrazione.

Proprio per questa sua eccezionalità, l’ORAS viene spesso utilizzata da altre aziende sanitarie del territorio per riabilitare i pazienti anche prima dell’intervento chirurgico «Nel caso dei trapianti polmonari, ad esempio, una riabilitazione pre-operatoria porta il paziente all’intervento nelle migliori condizioni possibili, riducendo così i tempi di degenza. Il vantaggio è doppio: il paziente recupera più velocemente l’autonomia fisica, e costi di ospedalizzazione per l’azienda sanitaria si riducono», conclude il dott. Santelli.

 

 

 

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