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Non solo ictus. La fibrillazione atriale aumenta di 5 volte il rischio di scompenso cardiaco

Un vasto studio pubblicato sul British Medical Journal da ricercatori dell’Università di Oxford, di Cambridge e del MIT di Boston, su un campione di 9.686.513 partecipanti, hanno documentato il fatto che oltre all’aumentato rischio di ictus, è aumentato anche il rischio di patologie e mortalità cardio-vascolare,  renali e vasculopatie periferiche. Anche se la vera sorpresa è il rischio di scompenso cardiaco, maggiorato del 500% nei soggetti con fibrillazione atriale.

Studi condotti in passato avevano portato alla conclusione che il rischio di ictus tromboembolico in corso di fibrillazione atriale aumenta anche di 5 volte, ma i problemi non si esauriscono con questa grave complicanza.

Le valutazioni statistiche effettuate su questo enorme campione hanno evidenziato che questa aritmia aumenta:

  • il rischio di mortalità del 46%,
  • il rischio di mortalità cardiovascolare (RR 2,03) è raddoppiato e di eventi cardiovascolari maggiori (RR 1,93);
  • il rischio di morte improvvisa cardiaca (RR 1,88),
  • il rischio di cardiopatia ischemica è maggiorato del 61%,
  • il rischio di insufficienza renale cronica del 66% e quello di vasculopatia periferica del 31%,
  • il rischio di aritmia atriale aumenta di ben 5 volte (RR 4,99).

E’ dunque evidente che oltre a preoccuparsi di contenere il rischio di ictus tromboembolico, diventa di estrema urgenza mettere in campo azioni mirate per tentare di contrastare anche la comparsa di tutte queste altre complicanze, prime tra tutte le scompenso cardiaco.

 

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